È stato pubblicato dal JRC, nel febbraio 2026, uno studio relativo al “Metodo per la definizione dei requisiti obbligatori per gli appalti pubblici verdi”.
Il documento è stato elaborato alla luce delle nuove previsioni di appalti pubblici verdi obbligatori nel vigente Regolamento Ecodesign, interrogandosi sulla possibilità che queste previsioni siano una vera e propria leva per il mercato dei prodotti ecosostenibili e chiarendo come verranno definiti i criteri ambientali minimi obbligatori.
Il Gpp nel Reg. Ecodesign
Il Regolamento n. 1781/2024, cd. “Reg. Ecodesign”, stabilisce il quadro per la definizione dei requisiti di progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili.
Nei considerando iniziali del Regolamento si sottolinea come la Commissione potrà inoltre stabilire criteri premianti minimi obbligatori, tra cui l’assegnazione di una ponderazione specifica, compresa tra il 15 % e il 30 %, a criteri al fine di garantire che possano influenzare in modo significativo la scelta dei prodotti a favore di quelli più ecosostenibili.
Di conseguenza, ad esempio, le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori avranno l’obbligo di attribuire al contenuto di riciclato (caratteristica di ecosostenibilità) dei prodotti in questione una ponderazione minima compresa tra il 15% e il 30%.
E di fatti nell’articolo 65 del Regolamento si ritrova proprio la previsione secondo cui le amministrazioni pubbliche aggiudicano appalti pubblici conformi alle prescrizioni minime che sono fissate al fine di incentivare l’offerta e la domanda di prodotti ecosostenibili.
Per una disamina sul Reg. Ecodesign si rimanda al nostro approfondimento.
Il rapporto del JRC
Il rapporto del JRC illustra la metodologia per definire i requisiti minimi obbligatori per gli appalti pubblici verdi (GPP) ai sensi del Reg. Ecodesign.
Una caratteristica fondamentale del Reg. Ecodesign è la possibilità di stabilire requisiti minimi obbligatori in materia di GPP per l’acquisto di prodotti disciplinati da atti delegati o per lavori o servizi in cui tali prodotti vengono utilizzati. Tali requisiti sono stabiliti attraverso atti di esecuzione sotto forma di specifiche tecniche, criteri premianti , condizioni di esecuzione del contratto o target. La metodologia sviluppata nel rapporto fornisce un approccio strutturato per determinare l’opportunità dei requisiti in materia di GPP, analizzarne la fattibilità, valutarne l’impatto previsto sul mercato e definirne le specifiche tipologie.
I requisiti GPP dovrebbero essere minimi, consentendo alle stazioni appaltanti di stabilire requisiti aggiuntivi più stringenti. Tali requisiti devono essere trasparenti, oggettivi e non discriminatori, tenendo conto del valore e del volume degli appalti pubblici e della fattibilità economica per le stazioni appaltanti. Il Reg. Ecodesign afferma che i requisiti obbligatori GPP massimizzeranno l’effetto leva della spesa pubblica per stimolare la domanda di prodotti più performanti rispetto a un approccio volontario.
Il rapporto del JRC ricorda come i requisiti dovranno essere definiti in conformità alle Direttive 2014/24/UE e 2014/25/UE e alla legislazione settoriale applicabile, nonché agli impegni internazionali dell’Unione; questo garantirà che i requisiti GPP potranno essere giuridicamente validi e non creeranno barriere al commercio o alla concorrenza, contribuendo al contempo al raggiungimento degli obiettivi del Regolamento.
Dall’introduzione di requisiti minimi obbligatori negli appalti pubblici ci si aspetta un effetto moltiplicatore, ovvero un effetto di ricaduta che aumenta la domanda di beni e servizi più ecologici in tutto il mercato, grazie alla creazione di mercati guida, all’innovazione e all’esempio.
Il metodo proposto dal JRC comprende i seguenti passaggi:
– Valutazione dell’opportunità dei requisiti GPP: In generale, i requisiti GPP sono consigliabili per gruppi di prodotti specifici in cui gli enti pubblici sono acquirenti significativi e in cui il GPP può accelerare la diffusione sul mercato di prodotti più verdi.
– Valutazione di fattibilità dei requisiti GPP: è necessario analizzare l’effetto dei requisiti GPP sulla concorrenza, con un’analisi aggiuntiva sulle PMI. Il risultato di questa analisi può alimentare la fase successiva, in particolare la proiezione stimata del prezzo del prodotto nel tempo. Inoltre, i vincoli specifici negli Stati membri (ad esempio vincoli di bilancio, vincoli legati al clima e alle infrastrutture di rete) dovrebbero essere analizzati attraverso consultazioni con le parti interessate e l’Ecodesign Forum.
– Definizione dei requisiti GPP (tipi e livello): la forma dei requisiti GPP – che si tratti di specifiche tecniche, criteri premianti , condizioni di esecuzione del contratto o target – dovrebbe essere adattata al contesto specifico. Le specifiche tecniche sono adatte quando non vi è una differenza di prezzo significativa tra prodotti verdi e standard e i prodotti verdi sono disponibili sul mercato. I criteri premianti sono preferibili quando vi sono incertezze sulla disponibilità sul mercato o sul costo dei prodotti più performanti, o quando è necessaria innovazione per ridurre i costi (costi dei materiali e/o della manodopera). I target possono fornire un approccio graduale per aumentare la quota di appalti sostenibili nel tempo, ad esempio quando vi è una differenza significativa tra il prezzo dei prodotti verdi e quello dei prodotti standard e tale differenza è dovuta a un basso volume di produzione.
– Analisi di scenario dei requisiti GPP: le metodologie di calcolo del costo del ciclo di vita (LCC) aiutano a quantificare gli impatti economici e a fare proiezioni degli impatti futuri. Il team di studio dovrebbe sviluppare uno scenario di base (scenario di ecodesign), da confrontare con scenari in cui i criteri GPP obbligatori vengono applicati insieme ai requisiti di ecodesign (scenari GPP).