È online il Rapporto “Indagine sull’impatto della Certificazione ambientale ReMade sul mercato pubblico e privato nazionale” della Fondazione ReMade relativo ai dati di diffusione della certificazione ReMade fra le aziende e nei bandi di gara pubblici.
Lo studio nasce con l’obiettivo di misurare la diffusione dell’impiego di materiali riciclati e valutare se la certificazione accreditata rappresenti un driver concreto di competitività, specialmente nel contesto del Green Public Procurement (GPP) e della gestione delle filiere sostenibili.
L’attività di ricerca è stata condotta dall’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
Il questionario ha coinvolto un numero congruo di aziende (certificate e non certificate ReMade), che hanno risposto a domande mirate sui temi oggetto dello studio.
I dati emersi sono molteplici e interessanti sotto vari profili; ma certamente quelli relativi al posizionamento migliore sul mercato delle aziende certificate ReMade sono notevoli.
La differenza è sostanziale circa la partecipazione a bandi pubblici: le aziende certificate mostrano un tasso di partecipazione più che doppio rispetto al gruppo di confronto.
Questo risultato è coerente con il fatto che ReMade è esplicitamente riconosciuta come mezzo di prova nei CAM del Ministero dell’Ambiente, rendendo la certificazione un requisito direttamente spendibile nelle procedure di gara che prevedono criteri di sostenibilità ambientale.
Sul fronte economico, le motivazioni reputazionali che hanno portato a certificarsi ReMade sono di gran lunga le più forti. “Comunicare e valorizzare l’impegno nella riduzione dell’impatto ambientale dei prodotti” e “miglioramento dell’immagine aziendale” raccolgono rispettivamente il 59% e il 52% dei rispondenti sul valore massimo.
Questo non significa che la certificazione sia una scelta di facciata: i dati sulla quota di materiale riciclato effettivamente incorporato dimostrano che le aziende ReMade hanno contenuti circolari concreti e verificabili.
Piuttosto, segnala che saper comunicare il proprio posizionamento è parte integrante della strategia, e che la certificazione viene vista anche come un linguaggio credibile per farlo.
Un dato di scenario riguarda anche le aziende non ancora certificate ReMade ma che possiedono altre certificazioni, quali ad esempio la ISO 14001 e l’EPD.
I due approcci presidiano ambiti distinti: l’LCA offre una lettura sistemica degli impatti ambientali lungo il ciclo di vita del prodotto, mentre ReMade eccelle nella tracciabilità verificata del contenuto riciclato.
Le imprese che puntano a costruire un posizionamento credibile sui mercati della sostenibilità trarrebbero beneficio da un utilizzo integrato dei due strumenti, calibrato sulle proprie caratteristiche settoriali e sui requisiti specifici dei mercati di sbocco.
Il rapporto ha analizzato anche la capacità delle Pubbliche amministrazioni di condurre appalti coerenti con i CAM in vigore. È questo il modo trasparente per fare crescere la domanda verso imprese impegnate a sostenere la transizione verso l’economia circolare. Fondazione ReMade svolge un ruolo di sostegno formativo verso le stazioni pubbliche appaltanti per sviluppare capitolati in linea con il Green public procurement ad anche per la certificazione dei progetti nei servizi di igiene urbana.
È possibile vedere a questo link il Convegno di presentazione del Report, organizzato dalla Fondazione ReMade .