L’Osservatorio Appalti Verdi di Legambiente e Fondazione Ecosistemi ha diffuso il IX Rapporto sui numeri del Gpp in Italia, documento che fotografa l’andamento dell’applicazione del Green Procurement e dei CAM nelle gare di appalto della Pubblica Amministrazione avvenute nel 2025.
Sono 122 le stazioni appaltanti che hanno risposto al questionario sul GPP nel 2026 (relativo ai bandi emessi nel 2025): 13 Centrali di Committenza Regionali, 83 enti gestori (rappresentativi di 23 Parchi Nazionali, 12 Aree Marine Protette, 49 Parchi Regionali, 29 Riserve Statali e 127 Riserve Regionali), 26 Aziende Sanitarie Locali.
Queste stazioni appaltanti hanno complessivamente emesso 847 bandi di gara afferenti 18 CAM nell’anno solare monitorato.
In questo prima parte del Report 2026 (la seconda parte sarà pubblicata in luglio 2026) non sono presi in considerazione dati sulle amministrazioni comunali.
La maggiore difficoltà nell’applicazione dei CAM resta la “Mancanza di formazione” adeguata (52% delle risposte), seguita dalla “Difficoltà di stesura dei bandi” (46%).
La mancanza di imprese con requisiti idonei (riscontrato dal 38% degli intervistati) è considerato un problema minore per le stazioni appaltanti indagate nel 2026, anche se con un punto percentuale in più rispetto allo scorso anno. Questo conferma il fatto i fornitori di prodotti-lavori-servizi della PA sono più attenti e proattivi sui temi della sostenibilità, per stare al passo con il mercato.
In un contesto di analisi generali dei dati, tra i CAM con una applicazione solida, con percentuali al di sopra dell’80% nelle 122 stazioni appaltanti indagate in questo Report, troviamo tutti CAM che hanno delle forti ripercussioni e impatti a livello ambientale e sociale:
Nel 22,6% dei casi il CAM non è stato invece applicato (191 casi su 847 gare), nonostante sia un obbligo di legge. Numeri che si traducono con inadempienze registrate 1 gara ogni 5 del campione di indagine.
In totale sono 5 i CAM da attenzionare maggiormente perché hanno un tasso di non applicazione elevato nel 2025, superiore ad un terzo delle gare relative fatte, sono:
Per il CAM strade essendo entrato in vigore da poco più di un anno, la non applicazione da parte delle stazioni appaltanti potrebbe risiedere nella novità dello strumento e degli stringenti requisiti tecnici in esso contenuti, che hanno fatto fatica a trovare subito un’applicazione dello strumento più consolidata. Analoga complessità del tema, associata ad una relativa recente entrata in vigore dello strumento, può aver determinato un’elevata non applicazione per il CAM Eventi culturali.