L’11 dicembre 2025 è stato presentato il Rapporto 2025 sul riciclo in Italia, a cura della Fondazione per lo sviluppo sostenibile con la collaborazione e il contributo di CONAI.
Per quanto riguarda il tasso di utilizzo circolare dei materiali, ossia quelli forniti dalle attività di riciclo in sostituzione di materie prime vergini, il Rapporto parte dal dato incoraggiante: nel 2024 il dato registrato è stato del 21,6%, in miglioramento dello 0,5% rispetto all’anno precedente.
Rispetto agli altri principali paesi europei, il primato spetta all’Italia, seguita dalla Francia (17,8%) e più distanziate dalla Germania (14,8%) e dalla Spagna (7,4%). Quest’ultima è l’unico tra i Paesi esaminati a registrare una riduzione significativa del valore nell’ultimo quinquennio (-2%).
Questo dato è il risultato di un riciclo dell’85,6% di tutti i rifiuti gestiti in Italia: il tasso più alto d’Europa.
I mercati delle materie prime seconde in Italia
In questa edizione del Rapporto è stata realizzata per la prima volta, in collaborazione con CONAI e il supporto di ISPRA, un’analisi approfondita della produzione nazionale di materie prime seconde (MPS) derivanti dalle attività di riciclo dei rifiuti urbani e speciali.
I dati sono stati elaborati dai MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale) che dal 2014 prevede anche la comunicazione di informazioni quali-quantitative sugli End of Waste da parte degli impianti di recupero.
La carta da macero
Nel 2023 i quantitativi totali dichiarati dalle imprese del riciclo hanno raggiunto 5,6 Mt e la produzione da carta e cartone (carta da macero) è fortemente concentrata nel Nord Italia, 58% del totale (gli impianti che hanno dichiarato la produzione di MPS in Italia sono stati 647).
I rottami di vetro
Nel 2023 i quantitativi prodotti di rottame di vetro hanno superato le 2,4 Mt, in leggera riduzione rispetto al 2022 (-0,7%), ma in crescita se confrontato con il 2021 (+4,3%). La produzione di MPS di vetro è concentrata per oltre l’80% al Nord. Si rileva come il numero di impianti sia rimasto sostanzialmente stabile nel tempo.
La caduta dei prezzi del rottame di vetro, ha aumentato notevolmente il vantaggio economico per le vetrerie che scelgono di utilizzare le MPS di vetro.
I rottami di acciaio
L’Italia è un Paese con importanti quantitativi di MPS di acciaio prodotti, figurando tra i maggiori produttori europei di acciaio secondario derivante da forno elettrico. Nel 2023 sono state prodotte 10,5 Mt di MPS da acciaio.
I rottami di alluminio
La produzione media di MPS di alluminio nei tre anni oggetto di analisi si attesta a circa 830 kt, con una concentrazione fortemente localizzata nel Nord Italia, dove le fonderie producono oltre l’85% del totale nazionale.
Legno
Le quantità dichiarate, attraverso i MUD, come MPS di legno richiedono un’attenta interpretazione, poiché molto spesso i rifiuti legnosi entrano negli impianti di riciclo dove sono utilizzati direttamente per produrre manufatti in legno (generalmente pannelli). Nel 2023 sono state prodotte 949 kt di MPS da legno.
I principali attori di questa filiera sono, infatti, i pannellifici, prevalentemente produttori di pannello truciolare. Il settore è altamente concentrato: pochi attori, coprono circa il 98-99% del mercato del riciclo del legno.
Ammendanti compostati da frazione organica
Nel 2023 sono state prodotte 1918 kt MPS da ammendati.
Le tipologie di ammendanti considerate sono: ammendante compostato verde, ammendante compostato misto, altri ammendanti e ammendanti da impianto integrato.
Le principali criticità che ostacolano lo sviluppo del mercato italiano di questi materiali sono rappresentate dalla scarsa e instabile domanda interna di MPS, la mancata applicazione dei CAM relativi al verde pubblico, le barriere burocratiche e la lentezza nelle procedure autorizzative.
Materie prime critiche da RAEE
In Italia, il potenziale derivante dal riciclo dei prodotti tecnologici è elevato, ma alcune criticità impediscono di sfruttarlo appieno: un tasso di raccolta inferiore alla media europea sia per i RAEE (30% vs 37% al 2023) che per pile e accumulatori (31% vs 46% al 2022) e lo scarso sviluppo di una rete impiantistica a tecnologia complessa per il recupero delle materie prime critiche.
Nel 2023 la produzione di MPS di rame si attesta sulle 169 kt.
Rifiuti in plastica
Gli ultimi dati ISPRA indicano un rallentamento della produzione di MPS derivanti dal trattamento dei rifiuti in plastica.
Nel 2023, la produzione dichiarata è stata di 1.108 kt, un valore in calo del -2,2% rispetto al 2022.
Il numero di impianti che realizzano MPS di plastica in Italia è passato da 526 nel 2021 a 501 nel 2023, con una perdita di circa il 5% degli impianti.
Le aziende della filiera riciclano materiali plastici pre-consumo (scarti industriali), ma soprattutto manufatti plastici a fine vita (post-consumo). I rifiuti in plastica post-consumo sono decisamente più rilevanti in termini di volumi e sfidanti in termini di gestione.
Le principali fonti per il riciclo post-consumo sono i rifiuti di imballaggio, in particolare quelli da raccolta differenziata, il 72% del totale.
Per quanto riguarda la provenienza, l’83% è di origine nazionale, ma si registra un sensibile incremento della quota dall’estero.
L’utile di esercizio di queste aziende è calato tra il 2022 e il 2023 del 95%, passando da 149 a 6,9 milioni di euro.
La domanda è di gran lunga inferiore alle cresciute quantità fornite dal riciclo, per una serie di ragioni convergenti nella attuale contrazione del mercato. Le norme che prevedono un aumento dell’impiego di plastica riciclata non vengono adeguatamente applicate e quindi la domanda non cresce: il 25% di obbligo di contenuto di PET riciclato nelle bottiglie non è ancora realizzato; le previsioni dei CAM per gli appalti pubblici sull’arredo urbano, sulle opere edilizie, sulle pavimentazioni stradali, che dovrebbero aumentare anche l’impiego di plastica riciclata, non stanno producendo significativi aumenti della domanda. Alcuni settori, come quello dell’industria automobilistica o delle costruzioni, che assorbono quote di plastica riciclata, sono in difficoltà ed hanno ridotto la domanda.
La crescita del riciclo in Europa è frenata anche dall’aumento delle importazioni di plastiche riciclate. Per soddisfare gli obiettivi minimi obbligatori di contenuto di riciclato, l’UE necessiterà di circa 5,4 Mt annue di tre tipologie di polimeri (R-PE, R-PET, R-PP) entro il 2030, un volume che è destinato a più che raddoppiare entro il 2040, raggiungendo 11,5 Mt annue. A fronte di tale fabbisogno, la produzione europea attuale è ampiamente sottodimensionata