La Commissione europea, con comunicazione 805 del 23 dicembre 2025, ha presentato un progetto pilota per la circolarità della plastica.
Nel documento si evidenzia come i progressi verso un’economia davvero circolare sono ancora troppo lenti e per velocizzare il cambiamento, nel 2026 la Commissione proporrà un Circular economy act che affronterà gli ostacoli strutturali, creerà un mercato unico dei rifiuti e delle materie prime secondarie e stimolerà la domanda di prodotti, servizi e soluzioni circolari.
Ma innanzitutto le politiche si concentrano sul mondo della plastica (riciclata).
Il settore della plastica
L’industria del riciclaggio della plastica in particolare sta vivendo sfide importanti, che rischiano di compromettere il settore, ossia costi energetici elevati, prezzi bassi e imprevedibili per la plastica vergine (legati a quelli del petrolio) e la concorrenza delle importazioni di plastica a basso costo (spesso materiali vergini spacciati per riciclati), spinta dalla sovracapacità in altre regioni e dalla scarsa domanda di plastica riciclata.
Criteri end of waste per la plastica
La prima soluzione proposta dalla Commissione è quella di creare un mercato unico della plastica riciclata attraverso criteri End of waste europei per stabilire quando la plastica riciclata meccanicamente possa smettere di essere considerata un rifiuto. Una volta adottate le nuove norme, la plastica riciclata non sarà più classificata come rifiuto e potrà circolare più facilmente in tutti i 27 Stati membri.
Riciclo chimico nel conteggio complessivo del riciclato
La seconda proposta della Commissione è quella di presentare nuove regole per il calcolo del bilancio di massa della plastica, di modo che la quota di prodotti risultanti dal riciclaggio chimico possa essere conteggiata ai fini degli obiettivi di contenuto di riciclato. Infatti, l’intenzione è quella che per raggiungere gli obiettivi previsti dalla direttiva sulla plastica monouso: 25 % di contenuto riciclato nelle bottiglie in PET entro il 2025 e 30 % in tutte le bottiglie per bevande entro il 2030, si possano sommare le quote di riciclato meccanico e chimico.
Alleanza per la plastica circolare
Come terzo punto, la Commissione intende rilanciare e rafforzare l’Alleanza per la plastica circolare al fine di individuare, discutere e affrontare le maggiori sfide per il settore europeo della plastica insieme ai portatori di interessi dell’industria e agli Stati membri. Questa Alleanza rinnovata offrirà una solida piattaforma per contrastare la crisi senza precedenti del settore.
Codici doganali specifici per la plastica riciclata
Come quarta proposta vi è quella di introdurre obblighi più stringenti riguardo alla documentazione che attesta la conformità della plastica riciclata importata nell’UE, attraverso l’imminente modifica del regolamento 2022/1616 relativo ai materiali e agli oggetti di materia plastica riciclata destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari. Una volta introdotti i nuovi obblighi, questi getterebbero le basi per l’elaborazione di codici doganali specifici per i materiali riciclati, in modo da agevolare i controlli sulle importazioni. La modifica assicurerà la certezza del diritto a riciclatori e produttori di materiali a contatto con gli alimenti e creerà condizioni di parità per i materiali prodotti internamente e per quelli importati.
La Commissione effettuerà audit per accertare il rispetto delle norme da parte degli impianti di riciclaggio al di fuori dell’UE e sosterrà i laboratori di controllo nell’uso di nuovi metodi analitici per verificare se le partite di PET dichiarato riciclato siano effettivamente ottenute dal riciclaggio di rifiuti di plastica.
Il Circular economy Act 2026
Queste misure ad hoc per il settore della plastica si inseriscono in un progetto legislativo più ampio, ossia proprio il Circular economy act. Questa norma creerà un mercato unico per i rifiuti e le materie prime secondarie, affronterà gli ostacoli esistenti, amplierà l’offerta di materiali riciclati europei di alta qualità e stimolerà la domanda di materiali secondari e prodotti circolari.
Questi sforzi saranno sostenuti dalle politiche vigenti, compresa l’attuazione già in corso del regolamento sul marchio Ecolabel UE e del regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti ecosostenibili e del relativo piano di lavoro.
Grazie anche al passaporto digitale dei prodotti, le misure miglioreranno la trasparenza, ridurranno le dipendenze da materie prime importate e aiuteranno le imprese europee a espandere i modelli imprenditoriali circolari in un mercato unico armonizzato.